LA MADRE E IL PADRE DENTRO DI NOI

(Graziella Maria Lopez)

 

Il nostro incontro tratterà temi esistenziali. Cerchiamo di spiegare cosa intendiamo per esistenziale.

 

Con il termine”esistenziale” si intende la sintesi dei tre aspetti fondamentali dell’uomo: l’aspetto biologico (il corpo), l’aspetto psicologico (la psiche), l’aspetto spirituale (il Sé).

 

L’aspetto biologico è tutto ciò che riguarda il nostro corpo: il benessere o malessere legato al corpo, le reazioni fisiche, le malattie organiche ecc.

I vissuti psichici, ovvero tutte le esperienze, tutti i vissuti positivi e negativi, dalla vita intrauterina ad oggi tanto più risalgono ai primi momenti della nostra vita tanto più sono incisivi, significativi e importanti, Quindi la vita intrauterina e i primi tre anni di vita del bambino sono importantissimi perchè servono per mettere le basi alla sicurezza affettiva del bambino.

L’aspetto spirituale si riferisce al Sè (o saggezza interiore) ovvero alla capacità di sentire ciò che è bene e ciò che male per noi, alla capacità decisionale ovvero la capacità di scegliere tra il bene e il male, alla libertà, alla responsabilità, all’amore, al perdono, ai valori, a tutte le religioni ecc.

 

L’amore che i genitori danno ai figli riguarda la loro persona, nella sua totalità: coinvolge perciò l'aspetto biologico, l'aspetto psicologico e l'aspetto spirituale.

L'aspetto biologico si riferisce proprio al corpo del bambino, alla sua fisicità e quindi nel dare amore ad un bambino molto piccolo occorre farlo prendendosi cura del suo bisogno di essere contenuto e rassicurato attraverso le carezze, gli abbracci, le coccole, i baci, il contatto fisico.

L'aspetto psicologico rappresenta i bisogni psichici del bambino come quello di essere amato, accettato, accolto, di essere capito, di essere indirizzato, di esser guidato e contenuto con le regole.

Infine l'aspetto spirituale, che per il bambino è ancora in nuce, riguarda la capacità di poter fare delle scelte e di contattare il proprio Sè (la saggezza interiore). Il genitore può far sì che questi aspetti emergano e si sviluppino.

 

Se un genitore pensa che l’aspetto spirituale è importante per la propria crescita, per il proprio percorso per affrontare i vari aspetti della propria vita, allora farà in modo che questo aspetto venga curato e sviluppato anche nei figli. Noi riteniamo che sia uno strumento in più per poter affrontare la vita, allora è bene aiutare i figli a scoprire ed a utilizzare questo strumento.

 

Vorrei suggerire una delle tante chiavi di lettura di questo film: “La magia della vita”, ovvero la capacità del bambino, di Tomas, di contattare la propria saggezza interiore (il Sè) per poter fare delle scelte di amore verso se stesso e verso gli altri.

 

 

IL MONDO DEI BAMBINI

Dorothy Law Nolte (dal libro “I bambini imparano quello che vivono”)

Se un bambino viene giudicato....imparerà a sentirsi in colpa.

Se un bambino vive nella critica...imparerà a condannare.

Se un bambino vive nell’ostilità.... imparerà ad aggredire.

Se un bambino vive nell’incoraggiamento.... imparerà ad essere sicuro di sè.

Se un bambino vive nell’approvazione....imparerà ad apprezzare se stesso.

Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia....imparerà a trovare amore nel mondo.

 

Che cosa sta vivendo il nostro bambino, il nostro adolescente, il nostro ragazzo?

Che cosa ha vissuto il nostro bambino interiore?

 

LA FIGURA MATERNA

COME DOVREBBE ESSERE UNA MADRE.

 

Come il bambino costruisce e introietta dentro di sè una madre accettante.

 

La madre deve desiderare, accettare, accogliere e voler bene al bambino fin dalla vita intrauterina. La prima accettazione il bambino/a la vive nell’utero materno. Fin dal primo istante del concepimento l’ovulo fecondato e poi l’embrione sente se la madre lo desidera, e quindi lo accoglie, oppure non lo vuole e quindi lo rifiuta. Nell’utero il bambino respira il vissuto della madre, si nutre del suo vissuto, se la madre è arrabbiata si vivrà la rabbia, se la madre è serena, si vivrà la serenità. Si dice che è impregnato del vissuto della madre, quindi quando questo bambino nasce ha già un suo carattere. Il neonato già dal tono della voce, dalle espressioni facciali, dai gesti affrettati o amorevoli sente il disagio, l’accettazione o il rifiuto che i genitori gli trasmettono. Il neonato non ha soltanto bisogno di cibo, ma di amore e comprensione. Lo SGUARDO della madre verso il neonato, cioè il modo in cui lo guarda, i sentimenti che passano attraverso il suo sguardo, crea l’identità del bambino, egli si percepirà come è guardato dalla madre. Se è stato guardato con amore si guarderà con amore se è stato guardato con distacco si vivrà la distanza. Soprattutto quando il bambino viene allattato egli guarda gli occhi e il viso della madre per capire se la madre lo vuole, lo desidera e lo accetta profondamente. Se la madre non risponde con amore allo sguardo del bambino, perchè ha lo sguardo altrove, questo sguardo di rassicurazione, di comprensione, di amore, di accoglienza mancherà al bambino.

 Nel film c’è uno sguardo che accarezza e c’è uno sguardo che giudica. Il rispetto, l’empatia, l’amore verso il bambino permetterà che egli abbia fiducia nella madre e che possa fidarsi e affidare.

Se il bambino viene trattato con amore, con calma, sarà dolce, sarà affettuoso, sereno e socievole. Se viene trattato con astio, con rabbia, con fastidio, con distacco, il bambino sarà agitato, nervoso, infelice.

L’amore incondizionato della madre verso il figlio farà sì che abbia una sicurezza di base, una fiducia che gli permetterà di affrontare la vita. L’amore autentico delle figure genitoriali sviluppa la sicurezza dei figli ed essi nella sicurezza possono crescere e svilupparsi pienamente. A tale proposito Fromm parla di “latte e miele”. Il latte è il simbolo del primo aspetto dell’amore, quello dell’accoglienza e delle cure; il miele simboleggia la dolcezza e la gioia di vivere. La maggior parte delle madri è capace di dare “latte”, ma solo una minoranza di dare anche “miele”. Per poter dare miele una madre non deve soltanto essere una “brava mamma”, ma una donna felice.

Nel film è molto ben rappresentata la DOLCEZZA e la GIOIA di vivere, nella scena in cui Tomas gioca con la madre in mezzo al fango sotto la pioggia. Il bambino vive la complicità e la spensieratezza della madre. Occorre inoltre ascoltare i figli con amore, questo fa sì si sentano accettati e amati e possano fidarsi e confidarsi, perchè non si sentono giudicati e criticati. Occorre comprenderli, rispettarli e far loro capire che saremo sempre al loro fianco e mai contro di loro

 

LA FIGURA PATERNA

COME DOVREBBE ESSERE UN PADRE

 

Come il bambino costruisce e introietta dentro di sè un padre accettante

 

Il padre, nella maggior parte delle persone, a volte è assente o comunque poco coinvolto, ma è importante che possa “riprendersi” il suo posto nel rapporto con il figlio e con la figlia. Il bambino già nell’utero sente la voce della madre e del padre e quando nasce riconosce le loro voci. Il padre quindi può essere presente fin dalla vita intrauterina con il suo appoggio di amore e di supporto alla sua compagna e quindi al figlio che stanno aspettando. Ci sono poi delle tappe fondamentali per lo sviluppo del bambino e della bambina in cui il padre deve essere più presente e che non può assolutamente delegare. Per il bambino e la bambina è molto importante la figura del padre nel periodo edipico (dai due ai cinque anni).

 

Il bambino in questo periodo ha bisogno di staccarsi dalla madre per identificarsi con il padre. Questo fa sì che il bambino possa acquisire tutte le caratteristiche maschili e virili. Questo gli permetterà di introiettare dentro di sè un sostegno, una fermezza e una stabilità, data proprio dalla figura paterna. Dopo essersi identificato con il padre potrà andare verso la madre per conquistarla e viversi un rapporto esclusivo con lei. Il bambino si vivrà questo rapporto” unico “con la madre in cui si sentirà valorizzato e apprezzato. Ma in questo nuovo rapporto si ribaltano i poli della relazione: è il bambino che ora possiede la madre, invece di essere posseduto. Il modello della relazione con la madre sarà il futuro modello delle successive relazioni. Se questo non avviene il bambino si sentirà abbandonato, rifiutato e non considerato.

 

Anche la bambina nel periodo edipico (dai 2 ai 5 anni) ha bisogno di staccarsi dalla madre per andare verso il padre. E’importante che possa viversi un rapporto privilegiato ed esclusivo con la figura paterna. Questo rapporto preferenziale le consente di acquisire sicurezza e di sentirsi valorizzata. L’amore del padre la fa sentire bella, sicura di sé, capace e sicura delle sue qualità. Ciò influirà in modo positivo sui rapporti che poi andrà a costruire con altre figure maschili. Se invece la bambina non vive pienamente il rapporto esclusivo con il padre si sentirà rifiutata, svalorizzata e abbandonata. Perchè avvenga ciò la madre deve fare il dono alla bambina del padre, deve lasciarla libera di incontrare il padre. A sua volta il padre deve cercare di attrarre a sè la bambina con amore e dedizione dedicandole tempo, giocando insieme a lei, occupandosi di lei, facendola sentire importante e amata.

 

LA SEPARAZIONE

Il padre permette una crescita perchè fa separare sia il bambino sia la bambina dalla madre, li libera dalla simbiosi con la madre. Il padre rappresenta colui che già attraverso la sua presenza dà un limite all’onnipotenza del bambino/a. Il bambino/a deve poter rinunciare alla sua onnipotenza, un sentimento che i genitori hanno giustamente rinforzato nei suoi primi tempi di vita per favorire in lui la fiducia nel mondo. Attraverso dei limiti, delle regole che danno sofferenza, ma fanno crescere, il bambino/a potrà gradualmente superare l’onnipotenza. Il figlio/a è costretto a riconoscere che gli interessi materni sono tanti e che non è al centro del suo universo, è una tappa dolorosa per la conquista della sua indipendenza.

Se non fosse così la mamma manterrebbe il proprio figlio/a in uno stato di illusione simbiotica, tale da renderlo/a immaturo/a ed egocentrico/a. Se il bambino/a vede che non deve rinunciare a niente, che gli/le è permesso tutto, che può avere sempre tutto, pensa che tutto gli/le è possibile. Per volerlo proteggere troppo lo/la esporremo a forti frustrazioni quando dovrà confrontarsi con il mondo esterno.

 

Se il padre è assente e non fa separare il bambino/a dalla madre egli/ella rimane nella fusione del legame materno. Se il padre è presente gli/le permette di separarsi dalla madre e di sentirsi distinto/a e separato/a da lei. La conseguenza di tutto ciò è che non solo il bambino acquisirà una certa autonomia e indipendenza, ma al livello interiore inizierà ad essere più consapevole. Ci sarà l’inizio dell’io cosciente e questa è una grossa trasformazione per il bambino/a. La nascita dell’io cosciente nel bambino farà sì che egli/ella si rapporterà con la madre come un individuo separato/a e distinto/a da lei, quindi ciascuno con il proprio mondo. Questo farà sì che il mondo interno del bambino/a si separi dal mondo interno della madre.

 

Tutte queste cose che servono ad un bambino per crescere sano e sereno, occorre che un genitore le abbia a sua volta vissute, o che cerchi di acquisirle.

 

Se tutto ciò che ho descritto ci è mancato, o se non c’è stato dato pienamente questo, cosa possiamo fare per riscoprire tutte le caratteristiche di una madre “buona” e di un padre “buono”? Come possiamo coltivare e far crescere dentro di noi tutti questi aspetti positivi?

Aspetti che ci aiuteranno nel rapporto con gli altri, col partner, con i figli e con noi stessi.

Le stesse qualità e caratteristiche che occorrono ad una madre positiva e ad un padre positivo cerchiamo di svilupparle dentro di noi. Come?

 

COME POSSIAMO CREARE UNA MADRE ED UN PADRE POSITIVO DENTRO DI NOI ?

 

E’ importante costruire le figure genitoriali positive dentro di noi, in modo che ci accolgano e ci sostengano sempre, soprattutto quando siamo in difficoltà.

A volte è necessario vivere l’accettazione e l’amore che non abbiamo avuto dai nostri genitori con figure sostituitive, con le quali vivere quello che non ci siamo potuti vivere con i nostri genitori: se ci apriamo potremo avere molte possibilità e occasioni positive.  Come possiamo fare?

 

-APRIRSI E NON CHIUDERSI

-CONTATTARE IL PROPRIO SE’ (O SAGGEZZA INTERIORE)

-DECIDERE DI AMARSI

-CHIEDERE AIUTO

-SCEGLIERE UN PROGETTO DI AMORE VERSO NOI  E VERSO GLI ALTRI

 

 

APRIRSI E NON CHIUDERSI

Occorre aprirsi alla vita, occorre per prima cosa sviluppare l’umiltà di non dover essere per forza perfetti, non succede niente se non siamo perfetti, in questa maniera ci possiamo rivelare così come siamo. Poi il coraggio di metterci in discussione che ci permette di trasformarci, il coraggio di mettersi in crisi dà coraggio anche a chi ci sta vicino, il partner, i figli, le persone, perchè se noi ci apriamo siamo disposti a comunicare, a cambiare.

Infine l’onestà interiore, che è strettamente legata agli altri due aspetti, di non pensare che quello che noi facciamo è giusto, saggio, intelligente e quello che fanno gli altri non è giusto, non è saggio, non è intelligente: è importante pensare che gli altri sono una grande opportunità per noi.

 

CONTATTARE IL PROPRIO SE’ (o SAGGEZZA INTERIORE)

Contattiamo il nostro Sè, la nostra saggezza interiore. Secondo la psicoterapia analitica esistenziale di Antonio Mercurio, il Sè (la nostra saggezza interiore), come abbiamo detto, ci permette di capire e sentire ciò che è bene e ciò che è male per noi. Potremmo descrivere il Sè con un’immagine: il sole è per la terra come il Sè è per l’uomo. Il sole è per la terra calore, energia, vita. Il Sè è per l’uomo amore, saggezza, progettualità. Nel Sè sono racchiusi tutti i nostri progetti positivi che si possono realizzare. Nel film (La magia della vita) possiamo vedere proprio la forza del progetto di Tomas che è quello di avere una famiglia. La realizzazione di un progetto passa sempre attraverso la capacità di volersi bene. Per realizzare il suo progetto, che è quello di avere una famiglia, Tomas decide di cominciare ad amarsi e di amare Alec. Quindi sceglie una cosa buona e per se stesso e per Alec. In questa maniera inizia a costruire una figura di padre che lo possa amare, aiuta Alec a diventare “padre”.

A volte i nostri figli o il partner o gli altri ci aiutano a scoprire e a realizzare parti di noi che altrimenti rimarrebbero assopite e nascoste, come fa Tomas nei riguardi di Alec: Tomas riesce a tirare fuori da Alec alcune qualità che neppure Alec si aspetterebbe di avere.

Tomas, lo si vedrà nel film, è in una situazione di rabbia, la parte psichica potrebbe spingerlo a comportarsi in modo reattivo, ovvero rispondere al rifiuto con il rifiuto, invece il contatto con il suo Sé gli permette di capire che è bene per lui superarsi e scegliere una decisione di amore per se stesso e per l’altra persona. Se Tomas non lo facesse rimarrebbe legato all’odio e quindi non riuscirebbe a perdonare. Regola VIII° della navigazione notturna di A. Mercurio: “Quando siete nella tempesta in alto mare al buio, non c’è la stella polare e non sapete cosa fare, decidete di darvi un cuore che ama al posto di un cuore che odia e rifiuta e distrugge. Non è facile ma voi fate di tutto, per rendere possibile l’impossibile.”

La parte psichica segue il principio del piacere, ovvero fare ciò che ci fa piacere e evitare ciò che ci fa dispiacere. Il Sé (la nostra saggezza interiore) segue il principio della gioia, contempla il dono, la volontà, la responsabilità, presuppone una scelta e una decisione per il nostro vero bene.

Ciò che realizza la capacità di amare se stessi e gli altri è bene, ciò che distrugge la propria capacità di amare se stessi e gli altri è male. La persona matura e serena, idealmente, è colui che si realizza come capacità di amarsi e come capacità di amare gli altri.

 

DECIDERE DI AMARSI

Decidiamo di volerci bene.

Non ci giudichiamo, non ci critichiamo, non ci rimproveriamo. La cosa più importante è volersi bene e questa è una decisione, non è automatico e non è facile. E’ una decisione che va rinnovata giorno dopo giorno, momento dopo momento con impegno, tenacia e determinazione. Tutto ciò presuppone ed è legato ad un lavoro di consapevolezza e di trasformazione su di noi.

Quanto più riusciremo ad amarci, tanto più riusciremo ad amare i nostri figli, il partner e gli altri. “Amare noi stessi” vuol dire innanzitutto imparare a non essere mai e poi mai critici verso noi stessi ed amare anche le parti negative, i nostri difetti, i nostri limiti. Spesso ci rimproveriamo: non abbiamo fatto questo, non abbiamo fatto quell’altro, abbiamo fatto qualche sbaglio, potevamo fare meglio nella nostra vita, qualsiasi cosa, ora perdoniamoci tutto. Occorre fare la sintesi delle nostre parti positive con quelle negative, perchè entrambe ci appartengono. Le une non possono esistere senza le altre, ovvero dobbiamo acquisire la capacità di prendere dal negativo e dal positivo il meglio per poterci trasformare. Con Louise Hay, un’antropologa americana, possiamo dire che se noi nutriamo pensieri positivi verso di noi e verso gli altri e ci poniamo di fronte alla vita in modo positivo, anche tutta l’energia dell’universo ci sosterrà; al contrario, se nutriremo pensieri negativi anche le energie dell’universo sosterranno il nostro progetto negativo.

Amarci vuol dire darci delle cose buone per la nostra salute, per il nostro benessere psicologico e per la nostra crescita spirituale. Volersi bene è prendersi cura di noi, prendersi degli spazi per noi. E’ riconoscerci tutte le cose belle che abbiamo realizzato e che diamo a noi e agli altri. Amarsi è sviluppare tutte le nostre capacità e le nostre potenzialità e non tormentarsi con inutili sensi di colpa.

Predisponiamoci in modo positivo verso gli altri perchè questo ci permetterà di poter dare e ricevere amore.

 

 

 

CHIEDERE AIUTO

Chiediamo aiuto, la Vita, se ci apriamo, ci offre tante opportunità. Occorre chiedere aiuto, ma non è facile perchè per fare questo dobbiamo abbandonare il nostro ideale di perfezione, ovvero ammettere di aver bisogno, dobbiamo abbandonare l’orgoglio che ci relega nell’immobilità e nell’impotenza, affrontare il rischio di avere un rifiuto. Poter chiedere aiuto richiede una decisione profonda dentro di sè.

Un altro aspetto è quello di poter chiedere ma senza pretendere. Quello che non abbiamo avuto lo possiamo cercare e chiedere con amore agli altri.

 

SCEGLIERE UN PROGETTO DI AMORE VERSO NOI  E VERSO GLI ALTRI

Scegliamo per noi un progetto di amore anzichè un progetto distruttivo.

A volte la vita ci mette in situazioni di sofferenza e di dolore, in questi casi possiamo decidere di "farci prendere" e fare le vittime oppure di attraversare "l'esperienza dolorosa" attingendo alla parte più positiva di noi.

Nel film viene affrontato il lutto, l’abbandono, il rifiuto, il distacco, che sono tutti aspetti del dolore. Se si entra nel vittimismo si rischia di sperperare tutte le energie nel lamento invece di utilizzarle per trovare soluzioni per uscirne fuori. Ogni uomo può decidere secondo le sue capacità e possibilità se avere un progetto di sviluppo e quindi di amore verso se stesso e verso la vita o se coltivare un progetto di odio e di chiusura.

Occorre a volte incontrare l’odio, per contattarlo e poi per superarlo. Se il bambino del film fosse rimasto legato al rancore, all’odio, alle ingiustizie subite, non avrebbe potuto sviluppare gli aspetti positivi e avrebbe perso di vista il proprio progetto. Egli decide di realizzare il suo bene di amarsi e di perdonare un uomo che appare così insensibile, perchè sa che dietro quella scorza così dura c’è un cuore molto tenero. Egli crede in questo perchè la sua mamma glielo ha detto e lui ha dentro di sè l’amore della madre che gli dà la spinta per affrontare ogni difficoltà. Il perdono verso se stessi e verso la gli altri libera. Il perdono porta la vita.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Antonio Mercurio,AMORE E PERSONA”, 2° Ed.Costellazione di Arianna, Roma 1993

Antonio Mercurio, “AMORE, LIBERTA’ E COLPA”, Ed. Bulzoni Roma 1980

Antonio Mercurio, “IPOTESI SU ULISSE”A. G. GRAFEMA DI Spiri Augusto Taviano (Le) 2007

Antonio Mercurio, Allegato al N. 2 de “Gli Ulissidi” “LE 12 REGOLE DELLA NAVIGAZIONE NOTTURNA”

Louise Hay, “GUARISCI IL TUO CORPO” e CD

Hilary Flower, “CRESCERLI CON AMORE”, ed. la Leche League

Erich Fromm, “LARTE DI AMARE”, 6° Ed. Il Saggiatore, Firenze 1975

Iris Paciotti, “L’AMORE CREATIVO”, 2°Ed.Edizioni Mediterranee, Roma 1995

Dorothy Law Nolte,  “I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO”

 

                                   DA INTERNET

Relazione; Arriva un fratellino. Cosa accade. Dott.sa M. Raffaella Aloiso dal sito: http://www.babysplanet.it/pdf/Fratellino.pdf

 

Da internet tesi: “Il contributo della teoria dell’attaccamento sullo sviluppo emotivo del bambino” della dott.ssa Carmela  Di Biase

http://www.tesionline.it/consult/preview.jsp%3Fpag%3D3%26idt%3D29562

 

Relazione dello psicologo Zucconi  Luca: Conseguenze psicologiche legate all’assenza del padre http://www.romapsicologo.it/conseguenze_psicologiche_assenza_del_padre.html