ESPERIENZA DI COPPIA: VERSO UNA SEPARAZIONE?

 

di Adalberto M.

 

 

Inizio  partendo dai primi passi della mia storia di coppia.

 

Avevo circa ventisei anni e frequentavo un gruppo di cui ero leader e cui partecipava anche la mia attuale compagna che aveva allora sedici anni.

 

Per la mia storia familiare avevo strutturato una notevole corazza emotiva e mi trovai a rapportarmi con una ragazza portatrice di forte vitalità adolescenziale che pian piano ha messo in crisi questa corazza.

 

Si sono incontrati, credo, due bisogni: quello di poter sciogliere questa rigidità da parte mia, da parte di lei che la prorompente vitalità potesse essere costruttivamente contenuta.

Questo processo ha portato alla decisione, dopo alcuni anni, di sposarsi.

 

Vivendo in quel rapporto di coppia fondamentalmente un recupero della mia adolescenza non vissuta pienamente, non potevano perciò essere presenti le giuste motivazioni per l’atto decisionale cui questo processo ha portato, cioè il matrimonio.

Le motivazioni per il matrimonio, inoltre, non erano neanche completamente personali ma dettate anche da forti pressioni familiari.

 

Comunque tutto procede relativamente bene portando dopo alcuni anni alla nascita di un bambino.

Questo evento fece riaffiorare tematiche antiche: il ricordo di una madre vissuta come perfetta, sempre presente, ma nello stesso tempo con grosse difficoltà ad esprimere la sua affettività.

E’ stato quindi richiesto a questa moglie/madre di unire alla propria vitalità, la perfezione, quasi asettica, dell’antica madre. Cosa che ad una donna impulsiva è l’ ultima cosa che si può chiedere.  (Motivazione alfa psichica).

Inizia quindi una fase di costante e forte atteggiamento critico che si propaga in tanti aspetti della vita comune.

Nel tempo ha prodotto una relazione basata su accuse reciproche, il “perché tu…”.

 

Si giunge al punto che ognuno dei due definisce l’altro come causa dell’infelicità personale.

Le conseguenze: molte liti e di lunga durata, protratte per tanti anni.

 

Finalmente viene proposto dalla mia partner un lavoro che ci potesse aiutare ad uscire da questa crisi. Da parte mia c’è accettazione della proposta.

Iniziamo, nel centro EUNOMOS, una terapia di coppia chiedendo un aiuto per affrontare la situazione di crisi con altri strumenti che non fossero i propri vissuti personali proiettati sull'altro. (Decisione alfa esistenziale).

La decisione profonda è di cercare le motivazioni più radicali della crisi, perchè “l’altro non è la causa dei miei mali”.

 

Dopo un anno di lavoro la mia partner decide di non proseguire, da parte mia c’è una prima fondamentale decisione autonoma, che è una prima importante separazione: continuare il cammino personale attraverso un lavoro di psicodramma.

Questo percorso, che prosegue, mi è servito a contattare sempre più le mie parti più profonde, il Sé, provando a mettere ciò che desidero profondamente al centro di me stesso (Decisione alfa esistenziale).

 

Naturale conseguenza sono le varie decisioni che permettono di applicare nella realtà la decisione primaria di assumere come parametro delle decisioni me stesso (Decisioni beta).

Descrivo brevemente alcune di queste decisioni che sono fondamentali perché danno un senso compiuto alla decisione alfa. Le decisioni beta sono essenziali, non permettono alle decisioni alfa di entrare in condizione letargica, cosa che avviene quando si riflette e non si porta a realizzazione nella propria vita ciò cui si è riflettuto.

Faccio un elenco di decisioni di carattere beta:

A)    Separarmi dal conflitto decidendo di non rispondere, soprattutto verbalmente, alle provocazioni interne ed esterne, cercando di rimanere centrato su me stesso ed uscendo dalla dipendenza psichica di “dover” reagire.

B)    Decidere di accettare le mie proprie parti, positive e negative, non condizionando questa accettazione al fatto che la mia partner possa o meno accettarle, decidere in definitiva di amarmi da me stesso innanzitutto.

C)    Decidere di abbandonare lentamente il diritto di possesso sull’altra, accettando anche con dolore la possibilità della presenza di un eventuale altro partner.

D)    Accettare la possibile conclusione del rapporto anche sul piano reale. Questo significa contrastare l’ideale di perfezione e accettare la reversibilità della decisione, senza che nessuno muoia per questo. Tutto questo contrasta profondamente con i modelli familiari da me introiettati dall’infanzia.

E)     Consolidare la decisione irreversibile della presenza del figlio, frutto di un desiderio personale che comunque rimane, è un rapporto costruito con amore nel tempo.

 

Provando a descrivere lo stato attuale:

Una diminuzione significativa della conflittualità.

In caso di discussione vi è un tempo più breve per ritornare ad una normalità di relazione

Aumento del livello di comunicazione.

Aumento della capacità di apprezzamento delle positività dell’altro.

 

Le prospettive che intravvedo

Dal processo decisionale più strettamente personale, che ognuno dei due deve necessariamente elaborare, dovremo passare ad una decisione di coppia che nelle mie previsioni potrà essere:

A)    Una decisione di restare ed essere coppia nella libertà reciproca, liberata il più possibile dalle motivazioni originarie psichiche  (Decisione alfa esistenziale)

B)    Una decisione di donarsi reciproca libertà, in cui ognuno possa percorre la propria strada in autonomia (Decisione alfa esistenziale).

 

Il mio augurio?  La prospettiva che più rispetti le leggi della vita:  che questi processi possano comunque attuarsi con amore per la vita di ognuno.