LA LUNGA STRADA PER LA DECISIONE DI SPOSARCI

 

 

Da dove veniamo

 

Bruno

All’età di 35 anni, dopo quattro anni di un rapporto di coppia stentato, giunge l’invito da parte della partner per una terapia di coppia: acconsento. Dopo circa sei mesi il rapporto finisce, decido di intraprendere un cammino terapeutico (Decisione α Esistenziale)

(Modalità Psichica: sperimento e poi decido).

Dopo circa un anno decido di intraprendere anche un percorso di studi esistenziali (Decisione α Esistenziale) presso la Sophia University of Rome.

In questo periodo ho rapporti superficiali (Decisione α Esistenziale di sperimentare la trasgressione) ove sperimento una modalità diversa dal mio modo di agire (separazione dai modelli familiari - Decisione α Esistenziale): non mi soddisfano e si delinea il desiderio di un rapporto di coppia profondo.

 

Luciana

Vengo da un rapporto di coppia che mi ha aiutato a prendere decisioni importanti per la mia vita, prima fra tutte intraprendere un percorso di crescita esistenziale personale (invidia - emulazione nei confronti del mio compagno del tempo che faceva analisi).

Questa decisione esistenziale si rafforza quando il rapporto di coppia termina: decido di compiere un percorso di formazione personale per acquisire gli strumenti necessari per affrontare le burrasche della vita.

Successivamente mi iscrivo al corso di Antropologia Personalistica Esistenziale della SUR e qui conosco Bruno. Il mio interesse verso di lui non nasce subito: il dolore e la paura di essere di nuovo ferita è ancora troppo forte per potermi rivolgere verso una nuova esperienza di coppia.

 

Decisione:

Scelta di crescita personale = Decisione α Esistenziale (Propositiva e Correttiva) (Atto e Processo) Composita

Cammino terapeutico = Decisione β Esistenziale (Atto e Processo) Composita

Percorso di formazione esistenziale = Decisione β Esistenziale (Atto/Iscrizione e Processo/Percorso) Composita

 

Obbiettivo:

·    Soluzione del disagio esistenziale

·    Darsi la Vita che si desidera

 

Separazione da “non ho bisogno di aiuto” per  passare a “chiedo aiuto”

 


L’incontro e la formazione della coppia

 

Bruno

Nell’istituto di formazione che frequento (SUR Sophia University of Rome, un istituto di formazione in Antropologia Personalistica Esistenziale) incontro Luciana e dopo alcuni anni mi accorgo che c’è il desiderio di creare con lei un rapporto di coppia profondo. Mi colpisce di lei la serietà (aspetto comune) e la capacità di godersi la vita (aspetto diverso: lei ce l’ha e io no).

Ho la difficoltà ad esprimere il mio desiderio a Luciana. Mi servo delle parole di una canzone di De Gregori (affidarsi ad un gesto per sostituire le parole).

 

Luciana

Passano 2 anni durante i quali, oltre a sanare le mie ferite, godo della bellezza della libertà di vivere da sola, senza legami, godo della mia casa e dei miei amici e sono al centro della mia vita. Ho sviluppato amore per me stessa e sento il desiderio di amare un “altro da me”. Mi guardo intorno e vedo Bruno…

Di Bruno mi colpisce il suo maschile forte e accogliente. E’ un punto di riferimento, c’è e la sua presenza si sente. Si prende cura dei nuovi arrivati a scuola, li fa sentire accolti. La sua capacità di aggregazione è notevole.

Questa presenza accogliente è il contrario di ciò che è stata mia madre, che metteva sé e i suoi bisogni al centro dell’universo, chiede, pretende e non dà accoglienza né contenimento.

Perciò ho imparato a contare solo su me stessa, a non mostrare le mie debolezze e ancor meglio a non dar spazio alla mia fragilità: ho strutturato una corazza che potesse contenermi e proteggermi e tenere a distanza chiunque volesse invadere ed espropriare la mia vita.

Abbiamo la stessa serietà d’impegno, la stessa determinazione nelle scelte.

 

Una sera di inizio estate Bruno insiste per cenare insieme. Di fronte alla sua insistenza accetto, annullando un impegno preso precedentemente, mi dico: ha qualcosa di importante da dirmi.

Ceniamo in terrazza a casa mia. Chiacchieriamo di tante cose, ci raccontiamo e ridiamo insieme.

Arriva il momento che Bruno va via, mi dà una cassetta audio e mi dice: questo è per te, ascoltala. Fa per andarsene. Io dico: ascoltiamola insieme. E’ una canzone d’amore. Quella sera è nata la nostra coppia mettendo in atto insieme una decisione presa già individualmente.

La modalità è quella dell’alternanza dell’iniziativa:

Bruno: invito a cena  > Luciana: accettazione dell’invito e disdetta dei suoi impegni

Bruno: consegna di una cassetta con la canzone  >Luciana: invito ad ascoltarla insieme,

che consente il superamento reciproco e progressivo delle difficoltà personali.

LA SINTESI: APPARE LA DECISIONE DI COPPIA.

 

 

Decisione:

Ciascuno di noi ha preso una decisione interiore di entrare in coppia = Decisione α Esistenziale (Atto e Processo) Composita

La decisione di formare questa coppia è presa insieme = Decisione β Esistenziale (Atto e Processo) Composita.

Bruno: Decisione α  Formare una coppia come desiderio dopo essersi separato dai modelli familiari (intrattenendo rapporti non “seri”)

Luciana: Decisione α  Formare una coppia come desiderio dopo aver goduto della libertà della solitudine (ha potuto pensare a sé. Ora può pensare di stare insieme senza esserne assorbita)

 

Obbiettivo:

·    Soddisfacimento di bisogni psichici

·    Costruzione di un Noi senza rinunciare all’individualità

 

Evoluzione - Separazione da “amarsi” a “amarsi, amare ed essere amato”

 

 

L’uso della musica: si tratta di una decisione gestuale (affidata ad un gesto). Dove l’uno si ferma per una sua difficoltà (Bruno che consegna la cassetta audio e fà per andarsene) l’altro è pronto a prendere il testimone e a fare un altro passo avanti (Luciana che lo invita ad ascoltare la canzone insieme).

 

Effetto Volano -> Motore. Modalità che si è ripetuta spesso nel nostro rapporto di coppia.

Scintilla = Decisione/Progetto.

 

La coppia come spazio di crescita

 

Dopo la fase dell’innamoramento, oltre alle caratteristiche attrattive ci sono atteggiamenti e caratteristiche reciproche che fanno emergere le dinamiche solite: in molte situazioni ci rimettono di fronte alla madre, al padre, ai fratelli e sorelle.

Lo stare insieme ci porta a dovere, e a volere, modificare gli schemi di comportamento: il silenzio, far valere le proprie ragioni, dire di no senza temere ritorsioni o l’abbandono, chiedere aiuto, affidarsi.

Questo percorso ci porta a risolvere queste dinamiche antiche che sono potenzialmente distruttive per il progetto di coppia.

I nostri progetti individuali (di crescita personale) si fondono nel progetto di coppia.

Siamo entrambi consapevoli del fatto che la coppia è uno spazio di crescita privilegiato per le dinamiche che si instaurano e per il contatto continuo: tutti i vissuti familiari, le proiezioni e le pretese sono potenzialmente distruttive per la coppia. C’è un aiuto reciproco nello smascherare atteggiamenti e nello scoprire cosa questi atteggiamenti nascondono.

Per questo è l’ambito più difficile ma anche più fecondo per la crescita. E’ lo spazio privilegiato per le decisioni esistenziali correttive.

 

Fusione dei progetti personali (Decisioni α  Esistenziali) nel progetto di coppia: i progetti personali si nutrono del rapporto di coppia per evolvere; c’è una sintesi individuo-coppia.

 

Forze attrattive e forze repulsive: nell’innamoramento ci sono aspetti che attraggono e successivamente si svelano aspetti che rimandano a vissuti familiari (Il lato oscuro della forza).

 

Conflittualità e compensazione: le modalità differenti si compensano all’interno di un progetto di coppia. Fuori di un progetto creano conflitto.

 

La vita in comune

 

Luciana

Dopo circa 2 anni decidiamo di vivere insieme. Viviamo a casa mia: io vivo la progressiva invasione del mio spazio: per un mio vissuto familiare tendo a ritirarmi di fronte all’avanzare dell’altro e quindi mi sento invasa, espropriata del mio spazio vitale.

Dopo un anno chiedo di spostarci a casa di Bruno, che è più grande e faccio esplicita richiesta di una stanza tutta per me. Questa è una decisione di cambiare la mia storia: per non sentirmi invasa chiedo di poter avere uno spazio mio personale. La conquista del limite.

La risposta è positiva, ma ci vogliono diversi mesi per creare lo spazio per me, liberare una stanza.

Finalmente vado ad abitare da Bruno. La mia stanza è il mio rifugio, il resto della casa è per me tabù, non posso cambiare nulla, spostare nulla. E’ così forte in Bruno la difesa del suo spazio che per me è come ritornare a vivere in casa di mia madre, dove non si poteva spostare nulla e personalizzare nulla.

 

Bruno

Quando decidiamo di vivere insieme e Luciana mi chiede di andare ad abitare a casa mia, rimango spiazzato. Non sono pronto ad accoglierla a casa mia. Decidiamo di vivere a casa sua. Pian piano incomincio a portare miei oggetti (CD musicali, libri ed altro) da casa mia a casa di Luciana creando un mio spazio. Quando Luciana mi comunica il suo sentirsi espropriata del suo spazio e mi fa la richiesta di trasferirci a casa mia perché più grande, la accolgo. Mi dedico “tutta un’estate” a sistemare (svuotare) la stanza destinata a Lei. Ci tengo molto a come ho arredato casa mia; con l’arrivo di Luciana molto lentamente incomincio ad effettuare cambiamenti nella casa.

 

Un po’ alla volta riusciamo a mediare, ad avere più fiducia l’uno nell’altro, a confidare che non c’è una volontà di prevalere sull’altro ma una ricerca di armonizzazione.

Per questo è necessario far cadere le proiezioni e rinunciare alle pretese di risarcimento, è necessario guardarsi negli occhi e riconoscersi come Bruno e Luciana.

Il punto fondamentale è che l’altro non è un nemico, anche se a volte sembra proprio così, ma è l’occasione per confrontarsi con le proprie emozioni profonde, le decisioni esistenziali, i modelli comportamentali e modificarli in direzione dell’autoaffermazione e dell’amore per sè, senza dimenticare l’amore per l’altro.

 

Luciana

La casa di Bruno diventa finalmente la “nostra casa”. Decido di affittare la mia casa: è una decisione sofferta, ma necessaria per separarmi da un richiamo seducente: la vita da single e la libertà di fare ciò che voglio non è la libertà di essere ciò che voglio.

Decidiamo insieme che parte dell’affitto che percepisco sarà il nostro fondo per finanziare i “godimenti”.

 

Decisione:

Decisione di fare spazio dentro di sé all’altro = Decisione α  Esistenziale (Atto e Processo) Composita

Decisione di vivere insieme = Decisione β Esistenziale (Atto e Processo) Composita.

 

La condivisione degli spazi è l’Atto che concretizza la decisione di vivere insieme e di rinunciare allo status di single.

Nella vita in comune diviene sempre più importante uscire dallo schema Azione-Reazione. Processo di Adattamento

 

Obbiettivo:

·    Costruzione di un Noi con le problematiche quotidiane

·    Separazione dal “mantenere il proprio mondo” a “aprirsi per fare spazio all’altro” senza farsi invadere.

 

La malattia

 

Negli anni che seguono la vita di coppia scorre: abbiamo raggiunto un equilibrio e non si intravedono passaggi particolari. La Vita si incarica di darci una spinta utilizzando una grave malattia e un intervento chirurgico riguardante uno di noi due.

E’ il momento della riflessione sulla qualità del nostro rapporto di coppia. Scopriamo che al di là delle incomprensioni, delle modalità opposte, di tutto ciò che genera conflitto tra di noi la qualità del nostro rapporto di coppia è alta.

Le qualità che mi hanno fatto innamorare ci sono ancora e Bruno non mi fa mancare il suo sostegno, la sua accoglienza, la sua forza, il suo coraggio: c’è e si sente che c’è. E poi è capace di aggregare e di mobilitare un’energia che ci sostiene, ci accompagna e ci fa avere fiducia che supereremo questo momento.

Nasce il desiderio di affermare (suggellare) il valore della coppia con il matrimonio: questa coppia ha un grande valore per noi e vogliamo affermarlo davanti a tutti.

Nessuno di noi due era stato sposato e in precedenza non avevamo preso in considerazione l’ipotesi del matrimonio.

Si tratta di una resa al progetto di coppia, una conferma della decisione esistenziale del progetto di coppia.

 

La decisione di sposarsi è la spinta che attua il passaggio dalla motivazione all’azione (la pacca sulla spalla al paracadutista)

La Vita si incarica di darti la spinta attraverso il dolore che ridà forza al progetto di coppia

 

Il matrimonio

 

Il rito del matrimonio sottolinea l’ufficialità della decisione e sconfigge i sabotatori inconsci che remano contro il progetto di coppia.

Ci separiamo dalla condizione di figli e single e dalla onnipotenza, affermiamo: “Ho bisogno di te per crescere, per amarmi, per amare e per essere amato/a” (Progetto di crescita) – e non “Ti amo perché ho bisogno di te” (Bisogno psichico).

 

L’importanza del rito:

·    sancisce la decisione e la rafforza

·    divide il prima e il dopo

·    per tornare nella condizione precedente serve un altro “rito”

 

Decisione:

Ciascuno di noi ha preso la decisione di separarsi dalla condizione di figli (madre interiore) = Decisione α Esistenziale (Atto e Processo) Composita

La decisione di affermare attraverso un rito lo status di coppia = Decisione β Esistenziale (Atto).

 

Obbiettivo:

·    Rafforzamento del progetto di coppia

·    Fusione delle individualità in una coralità a due (che non è la semplice somma delle individualità)

 

Separazione da “senso di colpa di non far coppia con la madre” a “affermo la mia scelta di coppia”

 

L’esperienza del Gruppo di Psicodramma

 

Da qualche anno abbiamo deciso di entrare in un Gruppo di Psicodramma, sia per noi stessi che per una nostra attività con i bambini nelle scuole. E’ un’esperienza che arricchisce la nostra coppia, pur non essendo uno spazio specificatamente rivolto alla coppia.

Nello Psicodramma ci si può mostrare per quello che si è in un luogo protetto, senza la paura di essere giudicati o aggrediti (dentro casa è meno facile), e perciò si ha modo di essere se stessi e di conoscere meglio l’altro.

E’ uno spazio di conoscenza per rispettarsi: l’altro e ciò che agisce è “occasione”  per parlare di sé, di quello che dentro se stessi è stato smosso. Per noi è un’ottima palestra per affinare il nostro rapporto di coppia, per rinforzare la capacità di essere coppia nella verità e nel rispetto reciproco.

 

Essere insieme ed essere se stessi, questa è la nostra opera d’arte che vogliamo creare.