LA MUSICA NEL CUORE – AUGUST RUSH (2006)

di Gabriella Maruca e Gabriele Santini

 

La storia parla di un ragazzo, Evan, che viene affidato alla nascita ai servizi sociali.

La mamma non ne sa niente, le viene detto che il bambino alla nascita non ce l’ha fatta, “è morto”.

Evan cresce in un’orfanotrofio nella speranza che i suoi genitori lo vadano a prendere, che si accorgano di lui.

Tutto ciò lui lo sente attraverso la musica.

 

Persona è colui che è capace di amarsi, di amare e di essere amato nella libertà.

“E’ attraverso l’agire artistico che possiamo trasformare la vita in un’Opera d’Arte

Artista è colui che rende possibile l’impossibile.”

 

 

Le regole della navigazione notturna formulate dal Prof. Antonio Mercurio creatore dell’Antropologia Personalistica Esistenziale, sono preziose indicazioni per orientare l’uomo lungo il viaggio dell’esistenza assumendo come proprio campo l’universo nella sua totalità. Queste regole prevedono l’esistenza del Sé che contiene il progetto esistenziale unico ed irripetibile di ciascuno di noi. Il Sé rappresenta la sede della Saggezza e contiene quelle che Antonio Mercurio chiama le Leggi della Vita, complesso strutturato di leggi di natura spirituale che promuovono la vita ed il suo sviluppo.

 

 

La lettura del film è stata fatta attraverso alcune regole della navigazione notturna formulate dal Prof. Antonio Mercurio

 

 

REGOLA I

 

FISSARE LA META

 

“ Non ha senso navigare se non si sa dove andare.

Ulisse aveva come meta Itaca…

Non possiamo lasciare Calipso e Ogigia, l’isola delle nostre certezze quotidiane, e navigare verso l’infinito, senza essere profondamente convinti della meta che abbiamo scelto.

 

Evan aveva dentro di sé una meta potente: deve ritrovare i suoi genitori.

“La musica nel cuore” è una fiaba che può essere apprezzata appieno soltanto se la si guarda con il cuore.

Evan, il piccolo protagonista, la musica la sente ovunque, nel vento, nell’aria, nella luce, “è tutto intorno”. Non bisogna fare altro che aprire l’anima, non bisogna fare altro che ascoltare.

Spesso ci si dimentica di questo dono, “l’ascolto”, viviamo la nostra vita nella sordità. Allora ci isoliamo, la paura ci immobilizza e perdiamo la speranza.

 

I ragazzi con cui viveva nell’orfanotrofio non accettavano che Evan sentisse e credesse che i suoi genitori lo stessero cercando, perché volevano che fosse come loro, senza speranza, tutti orfani, tutti senza genitori.

“ Nel posto in cui sono cresciuto hanno provato ad impedirmi a sentire la musica, ma quando sono solo la musica cresce dentro di me e penso che se imparassi a suonarla, forse loro mi sentirebbero, capirebbero che appartengo a loro e mi troverebbero.”

Anche il mondo spesso cerca di toglierci la speranza. MaEvan crede nella musica così come certe persone credono alle favole”.

A lui piace immaginare che quello che sente sia un dono del padre e della madre. Pensa che le note che sente, siano le stesse che hanno sentito loro la sera che si sono conosciuti, forse è così che lo troveranno. Evan crede che un giorno tanto tempo fa loro abbiano sentito la musica e l’abbiano seguita.

 

Con questi pensieri positivi pieni di speranza, la vita ha modo di costruire per lui ciò che desidera.

Tutto quello che entra nella nostra vita è stato attratto da noi, in virtù delle immagini che abbiamo in mente.

Ogni nostro pensiero è qualcosa di reale, una forza, la legge di attrazione è la più potente dell’Universo: ciò che desideriamo verrà a noi.

 

Evan incontra Jeffries ( Terrene Howard), l’assistente sociale che lavora per il servizio tutela dei minori dello Stato di New York a cui è stato affidato.

L’assistente sociale gli chiede se desideri diventare parte integrante di una famiglia vera, Evan risponde: “Io una famiglia già ce l’ho”.

Lui è consapevole di non avere contatti con la sua famiglia, ma non vuole essere mandato via dall’orfanotrofio, ha paura che non sarebbe stato trovato, nel caso che i suoi genitori l’avessero cercato.

Evan è determinato: se i suoi non l’avessero cercato, sarebbe andato lui a cercarli. E così lascia l’orfanotrofio alla volta di New York per cercarli, sa che sono là fuori da qualche parte.

L’orfanotrofio rappresenta la certezza quotidiana, per i bambini che ci vivono, ma Evan è profondamente convinto che deve uscire fuori nel mondo per trovare i suoi genitori, va incontro alla vita, con coraggio, speranza e amore, non aspetta che le cose accadano.

 

 

 

 

REGOLA II

FISSARE LA ROTTA

 

“ La meta è invisibile sino a quando non viene raggiunta.

Ma poiché sappiamo in quale direzione si trova la meta, possiamo fissare la rotta per raggiungere la meta, servendoci come Ulisse delle stelle dell’Orsa Maggiore…”

 

 

 

Evan sa che non può mollare la presa se vuole ritrovare i suoi genitori, si aggrappa alla sua forte determinazione e a quel senso della musica, che ha, non sa da dove nasca, ma è sicuro che è la sua stella polare.

Sente nel profondo di se stesso che i suoi genitori lo hanno voluto e che si sono solo persi.

La fede e la speranza sono virtù fondanti la natura umana.

 

 

REGOLA III

CORREGGETE LA ROTTA

 

“ Cos’è che ci fa deviare dalla rotta fissata?

Nel mare, le correnti marine e i venti ci possono portare fuori rotta.

…inoltre la pretesa orgogliosa e il progetto vendicativo, mai sconfitti a sufficienza, coprono a volte il nostro cielo di nuvole fitte e la stella polare, il SE’, non si vede più.

 

 

I genitori di Evan, a differenza di lui, hanno perso la rotta della loro vita, hanno perso la speranza, sono rimasti vittime del loro dolore di non essersi più incontrati, entrambi rinunciano a suonare la musica, tradiscono il loro progetto, “l’amore per se stessi”, sopravvivono alla vita.

Separati dalla distanza e dal caso, nessuno dei due ha più suonato come in quella notte d’amore.

Lyla (la madre di Evan), richiesta dalla filarmonica di New York per una serata importante, non se la sente di salire sul palco, non riesce a regalarsi nuovamente un po’ di felicità, anche per una sola serata.

È difficile amare ed amarsi nel dolore ed è facile cadere nella trappola del progetto vendicativo ed autodistruttivo.

 

Intanto Evan prosegue la sua strada alla ricerca dei genitori ed incontra un personaggio strano, Wizard (Robin Williams), che sfrutta i bambini facendoli suonare per le strade, ma ama e conosce profondamente la musica. Riconosce in Evan la sua genialità musicale e oltre a farlo esibire per le strade di New York, lo ribattezza con il nome d’arte “August Rush”.

Wizard parla della musica con amore: “musica è Dio, ci ricorda che esiste qualche altra cosa oltre noi nell’Universo, è una connessione armonica che unisce le creature viventi in ogni parte, perfino le stelle. Ci sono una serie di toni più alti, tutto è arrangiato dalla natura, governato dalle leggi della fisica dell’intero Universo, è un suono armonico, un’energia, una lunghezza d’onda, che se non la cavalchi, non la sentirai mai. Quello che si sente arriva da ciò che c’è intorno, arriva da dentro di noi, ma solo pochi hanno la capacità di ascoltarlo.

 

REGOLA IV

FISSATE I PUNTI CARDINALI

 

“Non si può fissare la rotta se non si fissano anche i quattro punti cardinali.

I nostri punto cardinali sono: Amore, Libertà, Verità e Bellezza…”

 

LA VERITA

La verità e’ come il nord, fredda e pungente

 

In punto di morte il padre di Lyla, Thomas, le rivela la verità: il giorno in cui è stata investita, non ha perso il bambino che aspettava. Con una terribile menzogna e per la paura di vedere sacrificata la carriera della figlia, egli ha dato l’immediato consenso alla adozione del piccolo.

 

L’AMORE

L’amore e’ come l’est, luminoso e caldo come il sole d’oriente.

L’amore è il frutto della decisione, ogni giorno rinnovata, di amarsi e di amare

 

Ora si riaccende la vita in Lyla, riesce a dare un senso al suo dolore. Sentiva che suo figlio era vivo, c’erano notti in cui si metteva a letto e lo sentiva. Ma, a differenza di Evan, non ha seguito ciò che sentiva, ma solo ciò che sapeva da parte del padre.

 

LA LIBERTA

La libertà e’ come l’ovest, che il sole rincorre ogni giorno.

La libertà è l’arte del coraggio di voler diventare liberi, costi quel che costi.

 

Anche i genitori partono alla ricerca l’uno dell’altra, senza sapere, però, quale sia la vera natura della forza che li sta spingendo a cercarsi.

 

 

LA BELLEZZA

La bellezza e’ come il sud a mezzo giorno, che e’ sempre radioso e splendente.

 

 Il loro talento sembra essersi trasformato in un’energia che il bambino ha sempre portato con sé.

 

La bellezza … è il frutto della trasformazione interiore che opera quando passiamo dall’odio all’amore, dalla schiavitù alla libertà, dalla reattività alla creatività…

 

Evan è la personificazione della forza di vivere, che esprime dando libero sfogo al suo talento innato e straordinario di musicista. Stupefacente è la sua capacità d’apprendimento e assimilazione. La prima volta che prende in mano una chitarra, senza conoscerne un solo accordo, si incammina in uno splendido assolo. Lo stesso con il pianoforte.

Tutto questo lo porta fino alla più prestigiosa Accademia musicale di New York, la “Julliard”. I suoi insegnanti sono talmente estasiati dal suo genuino talento autodidatta, che gli propongono di suonare una rapsodia, da lui stesso composta, al consueto concerto di fine anno. E sarà proprio la magia della musica a trionfare, portando nel medesimo luogo, nello stesso momento il bambino ed i suoi genitori. Si riconoscono, il tempo sembra essersi azzerato, non ci sono più distanze, la vita si è ricongiunta. La speranza, il coraggio e l’amore hanno trionfato.

 

E’ stata creata bellezza