potter creaMISS POTTER UN MONDO DA SCOPRIRE

di Rosy Anania e Laura Purpura

 

Il film “Miss Potter” è la storia di un viaggio attraverso il tempo. La biografia di una donna, Beatrix Potter che fece della propria passione per le fiabe un mestiere ed uno strumento per realizzare se stessa.

Ma chi è Beatrix Potter?

Beatrix ( nata a Londra nel 1866 e morta a Sawrey nel 1943) è una donna “moderna”, catapultata in un altro tempo, nell’Inghilterra Vittoriana, in una società fortemente conservatrice (uno zio tentò di iscriverla come studentessa presso i Royal Botanic Gardens di Kew, ma non fu accettata perché donna).

Lei, di classe sociale medio alta, ha dei compiti da assolvere, la madre glieli ricorda costantemente:

¨      sposare un uomo scelto dalla famiglia,

¨      diventare moglie obbediente e dedicarsi al focolare domestico.

 

 

Come può Beatrix sopravvivere in quel mondo? Come può portare avanti un progetto di vita diverso da quello materno?

 

La piccola Beatrix Beatrix_Potter.jpg bimbissimasi costruisce un mondo di fantasia in cui nessuno potrà entrare ed interferire in quel mondo: conigli, ranocchie, ochette e topolini diventano protagonisti di avventure surreali. Il primo personaggio che crea, Peter Rabbit (un coniglietto) è un personaggio trasgressivo. Rabbit, non segue le raccomandazioni materne, disubbidisce, mettendo a rischio la sua vita: si introduce di nascosto nello stesso orto dove il padre è stato catturato e trasformato in un pasticcio di coniglio.

Peter fu creato da Beatrix, per rallegrare un piccolo amico di 5 anni costretto a letto da una malattia: iniziò così a raccontargli le avventure di un coniglietto disubbidiente, in una serie di lettere che contenevano la storia e una illustrazione della stessa con disegni fatti dalla stessa Beatrix. Nel 1902 la storia di Peter Rabbit venne pubblicata e divenne il più grande best seller per l’infanzia: 9 milioni di copie vendute, tradotte in più di 20 lingue…

 

Beatrix ha trasformato la sua situazione attraverso il potere e la potenza dell’immaginazione. L’immaginazione può trasformare la propria vita? Ci può essere immaginazione senza creazione e creazione senza immaginazione?

Cosa significa immaginare?

 

 

IMMAGINARE E’:

 

 

Come nasce l’immaginazione?

 

La sorgente della capacità di immaginazione è nello sguardo primordiale della madre verso il proprio nato.

L’immagine che la madre ha dentro di sé si trasmette attraverso lo sguardo nel figlio.

Egli si sente (identità) ciò che la madre ha immaginato di lui.

Questa è la prima forma di immaginazione, quella da cui si parte.

Il bambino poi fantastica creando un suo mondo, che passa generalmente attraverso la creazione di un “amico immaginario”, nato dal rapporto instaurato con il suo peluche preferito.

Così come la piccola Beatrix fantastica creando: conigli, scoiattoli, ochette…

L’infanzia diventa il primo laboratorio di immaginazione e creazione. Inizia da quel laboratorio il processo di crescita di ogni essere umano.

E dopo essersi allenato con l’amico immaginario, il bambino incomincia a relazionarsi con persone reali, immaginario e realtà si confrontano e si fondono. C’è stato un tempo, recente, in cui forte è stato il richiamo alla necessità di questa fusione, quando si cominciò a rivendicare “l’immaginazione al potere”.

Beatrix rappresenta con le sue storie, il dialogo tra il suo mondo interno e il mondo esterno, le sue storie sono il dono al mondo della sua creatività.

 

È il desiderio di entrare in comunicazione e in relazione con l’altro che rende possibile il passaggio dall’immaginazione alla realizzazione nella realtà.

Beatrix riesce a realizzarsi nella realtà: nei primi anni del 900 ha un successo editoriale senza precedenti, 23 libri tradotti in moltissime lingue e milione di copie vendute. Poi, dalla realtà Beatrix torna al suo mondo di fantasia e immaginazione, creando una armoniosa fusione tra i due piani: i soldi guadagnati li investe per preservare intatti dalla speculazione edilizia i boschi intorno a Londra, quei boschi che hanno dato vita alle sue creazioni.

 

Beatrix, per la forza vitale che aveva dentro di sé e che la contraddistingueva, avrebbe potuto benissimo diventare una contestatrice del suo tempo, reagendo a tutte le imposizioni che la società imponeva. Beatrix sceglie una modalità apparentemente più soft, invece costruisce e manda un messaggio potentissimo: i costumi e le costrizioni sociali non si possono cambiare se non si dà prima spazio alla libertà interiore. È solo conquistandosi la libertà di “immaginare” e di credere in essa che ogni essere umano potrà sperimentare una libertà profonda che poi potrà travasare nella sua realtà individuale e sociale.

Beatrix ci ha fatto questo dono esistenziale profondo, che le sue storie veicolano senza che noi ce ne accorgiamo. Se ognuno tenesse aperte dentro di sé le due porte, della immaginazione e della creazione, forse potrebbe constatare incredulo che le storie immaginate pian piano  escono fuori dal libro e divengono realtà.