ANTWONE FISHER

 

di Adriano Grimaudo

 

 

Il film inizia con un SOGNO: un bambino bellissimo di colore che corre in mezzo ad un campo di frumento, una porta si apre e lui viene accolto da un uomo e poi da una donna, la Madre, poi c’è una tavola imbandita, tanti familiari (vestiti come parenti di diverse generazioni), tutti aspettano lui, ma all’improvviso si sveglia (uno sparo, la morte di suo padre), è il marinaio Fisher ed è sulla nave con i suoi compagni.

 

E’ un marinaio dal temperamento esplosivo, che risponde alle provocazioni dei suoi compagni  aggredendoli violentemente e facendosi a sua volta punire dai suoi superiori, rischiando l’espulsione dalla marina.

Si porta dentro  una grande rabbia, una grande violenza e un grande rifiuto, quello che lui pensa ci sia stato da parte della propria famiglia. Anche se non è mai andato in prigione, queste cose rappresentano la sua prigione. Avendo subìto molta violenza non può che reagire con  violenza.

Degradato e agli arresti conosce lo psicoterapeuta Davenport, che gli farà sentire di tenere a lui: “la voglio qui la prossima volta” gli dice.

 

Per il professionista è una sfida riuscire a curare Antwone, il giovane, però, non si vuole aprire con lo psicologo, pensa che né lui né altri possano risolvere il suo problema.

Possiamo dire che Antwone sotto il peso della sua storia terribile ha bisogno che qualcuno decida e si prenda cura di lui. La Marina è la sua risposta, è l'unica sua ancora di salvezza, l'unica sua ragione di vita, egli tenta di dare un senso a questa sua vita attribuendo alla Marina il ruolo della famiglia.

 

Espia la sua colpa, l’essere stato rifiutato, facendosi del male, rischiando di farsi allontanare dalla vita militare.

 

“Quante volte anche noi legati al rancore scegliamo strade distruttive facendoci del male?

Farci del male è un modo per odiare i nostri genitori

(passo tratto dai lavori del 17° Ladoratorio di Cosmo-art)

 

All’Amore e alla responsabilità dello psicoterapeuta, Antwone risponde con il silenzio e con l’arroganza, davanti al rifiuto e alla caparbietà lo psicoterapeuta non si dà per vinto e usa tutte le sue capacità non solo professionali, ma anche umane tanto che alla fine Antwone comincia ad aprirsi: “forse può farmi una domanda” dirà infine il marinaio.

Da qui inizia un percorso, un cammino come tra un padre e un figlio carico di emozione, di amore di dolore, di conflitto, ma pieno di fiducia . Spesso Antwone chiede: ”è possibile che io possa farcela, che io posso trasformarmi?”

 

Antwone ha conosciuto la violenza e il rifiuto fin da prima della nascita: due mesi prima di nascere suo padre viene ucciso da una sua amante (lo sparo nel sogno). Nasce in carcere e verrà messo in un orfanotrofio, adottato a due anni viene picchiato, violentato, vive nel terrore della sua madre adottiva, la signora Taith. Decide di andare via dalla famiglia adottiva: adolescente, risponde e si oppone per la prima volta alla violenza, si riappropria della sua vita, è questo un atto d’amore e di libertà verso se stesso. Mandato in riformatorio ingiustamente scappa e si arruola in Marina, una nuova madre e un padre che gli dia regole sane (la vita militare).

Quindi, nonostante l’inferno della sua giovinezza reagisce, non ruba, non si droga, ma crea un qualcosa a cui sostenersi.

 

“Antwone fa delle scelte in base al suo Sé e prende delle decisioni; la nostra capacità di decisione, legata alla possibilità di fare delle scelte di amore o di odio verso noi stessi. In questo concetto c’è la possibilità dell’uomo di essere protagonista della propria vita e non vittima della propria storia

(passo tratto da A. Mercurio, “Amore, libertà e colpa”)

 

Il ragazzo conosce la famiglia dello psicologo, ha trovato un altro punto fermo, un'altra ancora di salvezza, ma in fatalmente fa emergere la profonda crisi familiare tra l'ufficiale e la moglie.

Alla festa del Ringraziamento, invitato dai Davenport, Antwone rivede la prima parte del sogno: c’è la tavola imbandita dove essere accolti, c’è la bontà del cibo, c’è la bontà dell’accoglienza, l’amore di una famiglia (ma non della Sua famiglia)

 

 

Chi piangerà il povero innocente

 

Chi piangerà il povero innocente perduto e solo

Chi piangerà il povero innocente quando spezzato avrà il volo

Chi piangerà il povero innocente che pianse solo un amico

Chi piangerà il povero innocente col mondo dentro a sé nemico

Chi piangerà il povero innocente che camminerà sulla sabbia rosso fuoco

Chi piangerà il povero innocente il povero bambino dentro l’uomo assente

Chi piangerà il povero innocente che conobbe la pena e il dolore

Chi piangerà il povero innocente che morì più volte e più volte ancora

Chi piangerà il povero innocente il ragazzo che tentò di essere

Chi piangerà il povero innocente che piange ancora dentro di me.

 

Questa bellissima poesia che Antwone scrive e dona a Davenport  gli permette di creare un ponte tra la sua vita interiore e la vita di tutti i giorni, è il dolore che gli permette questo, un dolore che non lo schiaccia più come una volta.

Lo psicoterapeuta però, adesso, forse anche per un sentimento di gelosia che in seguito riconoscerà, lo incita a ritrovare le proprie origini, reincontrare la madre e la famiglia del padre per riappacificarsi con loro, per perdonarli e per perdonarsi. Solo così potrà sciogliere il suo legame di rabbia, ritornando a Cleveland, ricercando la madre, incontrandola, chiarendosi con lei, in questo cammino Davenport non può accompagnarlo, il suo rapporto deve continuare ad essere di tipo professionale, adesso è lo psicologo che non vuole a fare entrare altre persone nel suo rapporto familiare.

 

Nel film si intreccia anche la storia di Cheryl, il suo rapporto con il padre ed il personale modo di risolverlo positivamente. La ragazza di Antwone deve affrontare il problema del blocco sessuale che il ragazzo manifesta quando lo vuole baciare (la causa è la violenza di Nadine). Lo supereranno insieme con l’amore che ella saprà dargli. Antwone riesce a sfogarsi con lei, risolvere la paura che ha avuto sempre dell’abbandono, abbandono da parte della madre, da parte del suo migliore amico che viene ucciso in una rapina e che lui perciò non riesce a PERDONARE. Il ragazzo troverà nella sua compagna l'aiuto che non può trovare altrimenti. E’ lei che lo aiuterà a ritrovare le sue origini.

 

Così Antwone chiederà aiuto alla sua ragazza, Cheryl, per andare ad incontrare il suo passato. Alla fine di questo viaggio, di questa ricerca e solo dopo essersi scontrato con la signora Taith, la donna che lo aveva adottato ma anche picchiato e seviziato, solo dopo averla sconfitta dimostrandogli di non dipendere più da lei, riuscirà a trovare la vera madre ed a dirle quanto le sia mancata, le chiederà perché non l’ha mai cercato, le parla di come si è aggrappato alla vita, di come si è salvato facendo delle cose buone per se stesso, ha studiato, non si è drogato, ha dipinto, scritto poesie; egli afferma di fronte alla madre tutto l’impegno, la positività, la creatività che ha messo nell’affrontare il dolore del rifiuto e dell’abbandono.

 

Mentre lui è in grado, attraverso lo sfogo con la madre cercata e trovata, di trovare e risolvere il problema che lo affligge, la madre stessa non ha il coraggio di affrontare lo stesso problema, non riesce a cambiare il corso della Sua vita come ha fatto Antwone, mentre il ragazzo esce così vincitore sul suo passato, la madre ne esce sconfitta, non riesce a rispondere, non riesce a ribattere al figlio, non riesce a spiegare, non riesce ad uscire dalla sua condizione di colpevole di fronte agli altri, a suo figlio, a se stessa!

Antwone può finalmente e definitivamente staccarsi dal suo senso di colpa, questo è il vero perdono, egli perdona stesso.

 

 

Dopo lo scontro con la madre, ritorna alla Sua famiglia, viene accolto, viene abbracciato, è infine viene riconosciuto dalla nonna, la persona più anziana della famiglia, più influente, che a questo punto può iniziare il pranzo, ritorna e si avvera il sogno, Antwone riconosce finalmente di avere una famiglia vera, una famiglia propria.

 

Al suo ritorno in California troverà che anche lo psicologo avrà riconosciuto, grazie al ragazzo, il problema che esiste tra lui e la moglie, la mancanza dei figli, ricomincia un altro cammino.

 

 

ALTRI SPUNTI

 

-         La lettura della “Comunità degli schiavi” per cominciare a capire i torti subiti e poi provocati dai Taith

-         Il “valore del sorriso” che Antwone ritrova con Cheryl, che rappresenta, partendo da una serenità interiore riguadagnata, il segnale dell’apertura verso gli altri