EUNOMOS

CENTRO DI PSICOTERAPIA ANALITICA ESISTENZIALE E PSICODRAMMA

 

La relazione tra l'Io e il Tu

Lettura sophianalitica del film "Kirikł e la strega Karabą" di Michel Ocelot

Simposium Sophia University of Rome, Frascati (Roma) Novembre 2001

 

Massimo Crescimbene

 

Le tappe necessarie in cammino verso la fusione dell’Io con il Tu:

  • l’incontro e la scelta

  • l’opposizione

  • la distruzione

  • l’abbandono e la resa

 

L’incontro e la scelta

«Mamma mettimi al mondo». «Un bambino che parla nel ventre di sua madre si mette al mondo da solo». La storia inizia con questo scambio di battute tra Kirikł e la madre. Kirikł nasce da solo, taglia il cordone ombelicale e afferma: «Io mi chiamo Kirikł».

L’incontro di Kirikł con la madre č subito molto positivo, sua madre ha fiducia in lui e lo incoraggia in ogni sua iniziativa. Kirikł apprende dalla madre che nel villaggio non c’č acqua, che non c’č suo padre, che non ci sono i fratelli di suo padre, che non ci sono i fratelli di sua madre, dei quali č rimasto solo il pił giovane; e tutto questo a causa della strega Karabą. Le prime parole dette da Kirikł, quando č ancora dentro la pancia della madre, rappresentano la sua prima scelta, quella di affrontare il mondo. Egli afferma: “Sono pronto”. Le prime difficoltą che la vita gli prospetta non lo intimoriscono, anzi sono l’occasione per mostrarsi autonomo. E’ appena nato, e gią decide di andare con lo zio, l’ultimo uomo rimasto nel villaggio, ad affrontare la strega Karabą. Nel primo incontro con la strega Kirikł non si fa vedere, celandosi sotto il cappello (sostituzione dell’utero materno) indossato da suo zio. Nel secondo incontro si mostra a Karabą con la domanda: «Perché sei cattiva?» e poi aggiunge, «Io sono Kirikł». Fin dall’inizio Kirikł riesce a vedere la strega Karabą con altri occhi. Per Kirikł, Karabą č una donna, e per questo si chiede: “Perché una donna č cattiva?”. Ci deve essere una causa.

E’ la seconda scelta, decisiva, di Kirikł, scoprire perché Karabą č cattiva. Questa scelta lo porterą poi a volerla liberare dalla spina che la rende cattiva e lo condurrą a vedere Karabą come donna da amare. L’ultima scelta sarą quella di fare coppia con Karabą. Il terzo incontro con Karabą sarą risolutivo perché Kirikł la libererą dalla spina che la rende cattiva, e Kirikł uomo, finalmente, potrą incontrare Karabą donna.

 

Riassumendo le tre scelte di Kirikł sono:

  • nascere e incontrare Karabą

  • scoprire perché Karabą č cattiva

  • fare coppia con Karabą.

Quest’ultima č una scelta di un livello superiore, non necessaria per la maggior parte degli eroi. Una scelta d’amore e di totale rovesciamento rispetto alla cattiveria di Karabą.

Tre sono anche gli incontri tra Kirikł e Karabą:

  • sotto il cappello di suo zio

  • con la domanda «Perché sei cattiva?», rivolta direttamente a Karabą

  • l’incontro risolutivo, nel quale Kirikł libererą Karabą della spina che la rende cattiva e con il suo bacio diventerą adulto. «Vedi che non hai perso tutti i tuoi poteri», le dice Kirikł restituendole i suoi poteri di donna.

 

L’opposizione

Il piccolo Kirikł si oppone al grande potere della strega Karabą. Kirikł si oppone alla parte divorante-vendicativa di Karabą, che la donna Karabą ha costruito a causa delle sofferenze che le hanno inflitto degli uomini (la spina). Karabą, per questo, vuole vendicarsi nei confronti di tutti gli uomini compreso Kirikł, e nei confronti di tutte le donne e di se stessa (rapporto con la madre).

Kirikł si oppone alla parte vendicativa della strega:

  • salvando lo zio dal diventare un feticcio (lo zio di Kirikł rappresenta la parte maschile vanitosa)

  • salvando i bambini maschi del villaggio per due volte. La prima volta una canoa bellissima arriva sul fiume e vuole “risucchiare” tutti i bambini nell’utero distruttivo della strega. La seconda volta un albero bellissimo (simbolo fallico della vanitą maschile) cattura i bambini. Ma Kirikł buca la canoa (pugnale) e abbatte l’albero (macete) salvando tutti i bambini maschi compreso se stesso.

  • facendo tornare l’acqua (attizzatoio). L’acqua č simbolo della fertilitą e riproduttivo. Nel villaggio di Kirikł ci sono solo donne, mancano gli uomini, manca l’acqua, manca il seme maschile. Kirikł, simbolicamente, quando fa tornare l’acqua, restituisce la parte maschile al villaggio. La scena in cui torna l’acqua rappresenta una eiaculazione maschile e Kirikł č uno spermatozoo. E’ da notare che le qualitą del piccolo Kirikł nella storia sono le stesse di uno spermatozoo: piccolezza, velocitą, tenacia. Nel suo tentativo Kirikł-spermatozoo muore perché non c’č un ovulo da fecondare, ma la potenza maschile (eiaculazione) torna ad essere affermata.

  • violando il divieto della strega Karabą e passando sotto la grande montagna per incontrare il Grande Nonno, la parte maschile che lo sostiene e lo rinforza nella sua lotta. L’incontro-abbraccio di Kirikł con il Grande Nonno rappresenta un ulteriore passaggio per prepararsi allo scontro definitivo con la strega Karabą.

 

Un’altra visione del percorso di Kirikł puņ essere fatta attraverso la sequenza degli strumenti utilizzati da Kirikł nella fiaba. Il cappello: simbolo dell’utero materno, che ancora lo protegge nel primo incontro con Karabą. Il pugnale per far affondare la canoa della strega: simbolo maschile che perņ non gli appartiene. Il macete: altro simbolo maschile che abbatte l’albero della vanitą e riporta i maschi del villaggio con i piedi in terra. L’attizzatoio per far tornare l’acqua: ancora un simbolo fallico, che ancora una volta non č suo. Ma sarą l’ultimo perché, dopo aver restituito l’acqua al suo villaggio ed essere morto, Kirikł riceverą dalla madre il pugnale (pene), che era stato di suo padre e che il Grande Nonno, a sua volta, aveva donato al Padre di Kirikł.

 

Dal primo incontro Karabą vuole possedere e controllare Kirikł come possiede e controlla tutti gli uomini del villaggio.

La prima volta Kirikł le appare come un “cappello magico” portato da suo zio; e Karabą vuole per sé il cappello.

Karabą vuole possedere Kirikł, e per riuscire in questo, vuole catturare tutti i bambini maschi del villaggio.

Karabą fa sempre controllare Kirikł dal feticcio sul tetto della sua capanna e chiede continuamente al feticcio: «Dov’č Kirikł? Che fa Kirikł? ».

Karabą, quindi, si oppone a Kirikł con tutti i suoi poteri e vuole possederlo durante tutto il percorso di crescita di Kirikł: cappello, bambino, adolescente.

Karabą inoltre si oppone a Kirikł, e a tutti gli uomini, non mostrandosi mai di schiena. La schiena rappresenta la sua parte debole, vulnerabile, il suo dolore. La capanna della strega Karabą si trova a ridosso della Grande Montagna, una ulteriore protezione alle sue spalle.

 

La distruzione

Kirikł vuole distruggere la strega per far rinascere la donna Karabą. La sua azione distruttiva si concentra sul potere di Karabą-strega, che č incentrato sulla vendetta contro gli uomini.

Kirikł, andando pił in profonditą, vuole distruggere la parte rimossa di Karabą, quella parte che ha subito il trauma rappresentato dalla spina e sulla quale Karabą ha costruito la sua esistenza di strega e la sua non-esistenza di donna. L’azione di Kirikł fa emergere questa parte riportandola allo stato cosciente per poterla “estrarre” (Kirikł, con i denti estrae la spina di Karabą).

Per arrivare a questa azione Kirikł deve distruggere pezzo a pezzo le difese che Karabą ha innalzato a difesa del suo dolore. Kirikł non si darą pace finché non avrą scoperto perché Karabą č cattiva. In un dialogo del film tra Kirikł e la madre, Kirikł dice: «…anche i bambini del villaggio sono cattivi con me… Ma Karabą č molto pił cattiva», e la madre gli risponde «Karabą ha pił potere e per questo č pił cattiva».

L’azione distruttiva di Kirikł, contro le difese innalzate da Karabą, č ben rappresentata dal suo nome. Kirikł č un nome “puntuto”, come sono puntuti gli strumenti usati da Kirikł per scavare una breccia nel dolore rimosso di Karabą.

Karabą č un nome aperto (contiene tre “a”, e tre sillabe ca-ra-ba) che ha subito un dolore.

Kirikł, quindi, distrugge la strega Karabą e il suo regno basato sulla vendetta e la non-vita. Cosģ facendo Kirikł consente a Karabą di fare un percorso dall’odio alla bellezza. Al contrario delle streghe rappresentate in altre fiabe (per es. la strega di Biancaneve), Karabą č sempre bella. Ma la sua bellezza di donna potrą sbocciare pienamente solo quando si sarą liberata del suo dolore (la spina).

Se torniamo all’immagine di Kirikł come spermatozoo, Kirikł deve distruggere “la spina” per poter entrare nell’ovulo-Karabą. La spina viene rimossa da Kirikł con una parte di sé, i denti, e non con uno strumento. I denti, e il contatto necessario per compiere questa operazione, richiedono un contatto intimo tra Kirikł e Karabą, una scintilla che innescherą una catena di contatti di intimitą tra i due: bacio, carezza, fare all’amore. Tutta la storia di Kirikł e del film puņ essere vista come il percorso di uno spematozoo, che dopo un lungo e avventuroso viaggio riesce a penetrare (toglie la spina) nell’ovulo-Karabą e si fonde con lei. Karabą-ovulo matura nella sua capanna (ovaio) e poi scende nell’utero per essere fecondato (discesa nelle tube di falloppio).

 

Karabą distrugge la parte infantile e adolescenziale di Kirikł, aiutandolo a diventare uomo. Kirikł lascia sua madre, il villaggio, ha un suo pugnale (pene), incontra una parte maschile forte e saggia (il Grande Nonno) che lo aiuterą a sconfiggere la strega Karabą, ma non potrą mai avere Karabą-donna senza il suo bacio. Non potrą mai diventare uomo senza di lei.

Karabą compie un percorso interiore dall’odio alla bellezza. Karabą č rappresentata nel film sempre ferma, statica, incastonata nel suo regno. La porta della capanna, nelle sue apparizioni, si schiude come quella di una tomba. Karabą si muove soltanto quando decide di abbandonare la sua capanna e il suo regno, ormai inutile, per affrontare Kirikł.

Kirikł al contrario di Karabą č in continuo movimento, impegnato nel suo percorso dinamico di crescita da piccolo a grande. Kirikł nasce per incontrare Karabą. Muore una prima volta quando fa tornare l’acqua al villaggio. Continua il suo percorso, libera Karabą dalla spina e muore una seconda volta per diventare adulto e poter fare coppia con Karabą. Kirikł muore due volte (infanzia e adolescenza) ed entrambe le volte rinasce nelle braccia di sua madre:

  • dopo aver fatto tornare l’acqua della fonte

  • quando torna al villaggio con Karabą e chiede alla madre: «Riconoscimi».

Kirikł si fermerą soltanto alla fine della storia quando con Karabą-donna vorrą tornare al suo villaggio e sposarla.

 

L’abbandono e la resa

“Spiritualmente nessuna azione č pił importante della resa”[1]

C’č un passaggio chiave che fa della fiaba di Kirikł e della strega Karabą una storia di un livello di spiritualitą superiore. Nel momento in cui Kirikł libera Karabą dalla spina e, successivamente, nel momento in cui Karabą bacia Kirikł trasformandolo in adulto, i due protagonisti si ritrovano uno di fronte all’altro come un uomo ed una donna. Osservate i loro volti in quel momento. Karabą ha un volto rilassato e si lascia andare alla sua nuova vita. Karabą ha esaurito i suoi “compiti” di strega: ha esercitato il suo potere, si č vendicata, si č liberata del suo dolore, si č ripresa la sua vita di donna, ha trasformato Kirikł in un uomo. Kirikł ha un volto rilassato e si lascia andare alla sua nuova vita. Kirikł ha esaurito i suoi “compiti” di eroe: ha fatto tornare l’acqua al suo villaggio, ha liberato il suo villaggio dalla strega, ha liberato Karabą dalla sua sofferenza, č diventato un uomo.

E adesso? La storia potrebbe terminare qui. Ma č proprio a questo punto che, inaspettatamente, Kirikł e Karabą fanno la loro scelta: vivere la loro storia d’amore.

“La resa č la fase successiva nel viaggio dell’amore, e vi si entra non appena si sceglie di far parte di una relazione”[2].

Per tutta la fiaba tra Kirikł e Karabą c’č un senso di predestinazione, di essere stati scelti. Karabą č la strega, Kirikł č l’eroe che puņ liberarla e liberare il suo villaggio, ma tra i due c’č qualcosa di pił, di non definibile. Il punto che pił colpisce nella fiaba č che Kirikł e Karabą scelgono di stare insieme, di fare un cammino di coppia. Ma a ben vedere la loro scelta non č cosģ inaspettata. Kirikł e Karabą si arrendono a ciņ che desiderano pił profondamente: fondersi in una coppia. Kirikł, quando incontra il Grande Nonno, chiede: «Tu puoi farmi diventare grande? E’ la cosa che desidero pił di ogni altra». Perché Kirikł fa questa richiesta se non per fare coppia con Karabą?

Karabą dopo essere stata liberata dalla spina bacia Kirikł, nonostante gli dica: «Sei piccolo. I bambini piccoli non sposano le donne grandi». Perché dovrebbe baciarlo se intimamente non desiderasse fare coppia con lui?

Dopo la trasformazione di Kirikł in uomo, Karabą e Kirikł fanno l’amore. Dopo lei lo prepara, da uomo, all’incontro con il villaggio. «Ora che sei un uomo non puoi andare in giro cosģ», dice Karabą, e gli prepara un gonnellino di fiori.

Nel film ci sono tre momenti che mostrano l’abbandonarsi di Kirikł:

  • nelle braccia di sua madre per due volte: quando muore affogato nella fonte; e quando torna al villaggio dopo essere diventato uomo

  • nelle braccia del Grande Nonno, quando il piccolo Kirikł si abbandona dichiarando la sua paura e il peso dei grandi compiti che deve affrontare

  • nelle braccia di Karabą, quando dopo aver fatto l’amore, Kirikł si lascia coprire per presentarsi al villaggio.

 

La loro fusione come coppia č frutto di una libera scelta, ma deve comunque obbedire alle leggi della vita. Kirikł e Karabą devono tornare al villaggio per due motivi collegati tra loro:

  • farsi riconoscere dal villaggio come un uomo ed una donna, e farsi riconoscere come coppia

  • per far riprendere, in questo modo, il corso naturale della vita che era stato interrotto, anche le altre coppie del villaggio possono ricongiungersi.

 

In questo ritorno al villaggio Kirikł viene riconosciuto da sua madre. «Madre, riconoscimi», chiede Kirikł, e la madre lo riconosce come uomo: «Come sei diventato bello, figlio mio».

Karabą donna viene riconosciuta da Kirikł: «Karabą non č pił una strega». Ma per il villaggio non č ancora sufficiente, e il suo riconoscimento definitivo, Karabą donna, lo avrą dal Grande Nonno: «Kirikł non ha mentito.… Karabą non ha mangiato gli uomini…».

Quando avviene il riconoscimento di Kirikł uomo e di Karabą donna il villaggio puņ riconoscerli come coppia. E allora... tornano gli uomini, tornano le donne... si ricongiungono le coppie... e il villaggio puņ riprendere il corso della vita.

 

 


[1] Chopra D., Il cammino verso l’amore, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1998.

[2] Chopra D., op. cit.